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Birre acide: la storia di uno stile che viene dal Belgio

Birre acide: la storia di uno stile che viene dal Belgio

La nascita delle prime birre acide si deve probabilmente alla tradizione belga e gli stili per produrle venivano caratterizzati dall’utilizzo inconsapevole di un mix di microorganismi responsabili della fermentazione.


Prima dell’impiego dei luppoli per la produzione della birra artigianale, l’uomo ha maneggiato ed utilizzato la microflora già presente nell’ambiente per la fermentazione della birra artigianale senza neppure avere nozione di cosa esattamente innescasse il processo di fermentazione.


La microflora presente naturalmente nell’ambiente, ha dato il via alla nascita di diversi stili di birre acide ed oggi questi stili vengono riproposti da alcuni birrifici che desiderano rispolverare la tradizione, coniugandola con le molteplici tecniche moderne per produrre birre acide sempre uniche.


La produzione di birre acide


Grazie anche all’apprezzamento da parte del pubblico per le birre acide, molti birrifici hanno investito in questo prodotto ed oggi esistono ritrovati moderni in grado di far ottenere anche ad una birra in bottiglia il sapore delle birre antiche.


Uno dei ritrovati che si possono adottare per la fermentazione è quello di continuare ad utilizzare i microorganismi presenti nell’ambiente come si faceva in passato, oppure utilizzare gli innesti come il malto e lo yogurt, oppure lasciare che siano aziende terze a selezionare ed isolare degli specifici ceppi di microorganismi da impiegare nel processo di fermentazione della birra.


Tra i principali responsabili della fermentazione delle birre acide ci sono i Lattobacilli che conferiscono loro la caratteristica nota acida pur mantenendo una certa morbidezza grazie alla presenza dell’Acido Lattico prodotto proprio dai Lattobacilli.


Altro aspetto importante nella produzione di questi tipi di birre è l’invecchiamento. Questa infatti è una birra invecchiata, ossia viene lasciata riposare per un tempo prestabilito prima di essere pronta al consumo e questo avviene in appositi recipienti che non sono in acciaio ma il altro materiale, come descritto a seguire nel testo.


Per potersi cimentare nella produzione di birre acide sempre innovative, i birrifici devono disporre di prodotti per la fermentazione reperibili, conservabili ed utilizzabili con facilità, come lieviti e batteri, per dare spazio alla creatività ed all’ingegno di ogni mastro birraio che così può produrre una birra in bottiglia dall’aspetto moderno ma dal sapore che riporta al passato.




Le caratteristiche delle birre acide


Come il nome stesso suggerisce, la birra acida o basica è caratterizzata da un gusto aspro ed acido e questo perché, per la sua produzione, ci si affida ad acidi selvatici (come accennato sopra) e non ad acidi coltivati.


Le birre acide vengono lasciate a fermentare in botti di legno oppure di terracotta, grazie a questo processo si ottiene una birra invecchiata, disponibile alla spina oppure una birra in bottiglia già pronta per la degustazione. 


Una birra invecchiata risente molto, nel sapore, della botte utilizzata per l’invecchiamento, che quindi le conferisce una nota particolare in più, esattamente come accade per i vini cosi detti "barricati” ed è per questo che, per i birrifici, le botti possono assumere anche una grande importanza.


Il sapore delle birre acide può ricordare di base quello della prugna, dei frutti rossi e della ciliegia mentre il loro aspetto è caratterizzato dalla presenza di poca schiuma o addirittura dalla sua totale assenza.


Un po’ di storia su questa birra artigianale:


Come accennato sopra, la presenza di questa bevanda sulle tavole dei popoli si perde nel tempo, basti pensare che le prime testimonianze scritte sulle birre acide risalgono all'epoca dell’Impero Romano e se esistono prove scritte circa l’esistenza delle birre acide già allora, immaginiamo a quanti anni prima si deve ricondurre la nascita di questa bevanda, la cui ricetta veniva tramandata probabilmente solo con il passa parola.


Giulio Cesare fu forse il primo Romano a conoscere questa bevanda ed a farla conoscere al suo esercito perché, una volta sconfitti i Galli, si insediò nelle lande Belghe e qui assaporò questo nettare tanto amato dai Belgi, apprezzandolo a tal punto da portarlo con sé a Roma.

Scritto il  3 gen 2022 13:06  -  Link permanente

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